Africa
São Tomé e Príncipe è un arcipelago vulcanico del golfo di Guinea che non è mai stato unito al continente: per questo le sue due isole principali sono uno dei luoghi al mondo con la più alta proporzione di specie esclusive per unità di superficie. Le sue montagne, coperte di foresta nebulosa e trafitte da guglie vulcaniche come il Pico Cão Grande, conservano la foresta nativa chiamata obô, fitta, umida e con una flora ricchissima di endemismi. Le isole ospitano circa una trentina di uccelli che non esistono in nessun altro luogo, oltre a rane, pipistrelli, chiocciole e rettili propri. Le spiagge del sud accolgono la deposizione di cinque specie di tartarughe marine, e le acque circostanti sono un'area di riproduzione delle megattere tra luglio e ottobre.
Animale nazionale: Nessun animale nazionale ufficiale; il pappagallo cenerino è l'uccello simbolo dell'arcipelago
Il frosone di São Tomé, il più grande fringillide del mondo, era noto solo grazie a tre esemplari raccolti nel 1888 ed è stato dato per estinto per oltre un secolo. Nel 1991 è stato riscoperto in una valle remota del sud-ovest dell'isola, e da allora si sa che sopravvive in un'area minuscola di foresta primaria con una popolazione di appena qualche decina di individui, il che lo rende uno degli uccelli più rari del pianeta.
L'isola di Príncipe è riserva della biosfera dal 2012 e ha ridotto in modo notevole la caccia agli uccelli endemici. Le specie invasive, in particolare ratti, gatti e cercopitechi mona introdotti, sono la principale minaccia per la fauna delle isole.
La foresta obô tra giugno e settembre per gli uccelli endemici. Le spiagge del sud tra novembre e febbraio per la deposizione delle tartarughe. Le acque dell'arcipelago tra luglio e ottobre per le megattere.
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73 specie trovate
In base a quello che sappiamo già di São Tomé e Príncipe.