Asia
Il Bhutan è uno dei pochi Paesi al mondo con un bilancio di carbonio negativo, cioè che assorbe più gas serra di quanti ne emetta, e la sua costituzione impone di mantenere almeno il sessanta per cento del territorio coperto di foreste, una soglia che oggi supera ampiamente. Il suo rilievo sale dalle foreste subtropicali del sud, a Royal Manas, fino alle vette himalayane del nord, e più di metà del Paese è protetta da parchi collegati da corridoi biologici riconosciuti per legge. Questa continuità permette ai grandi mammiferi di spostarsi in altitudine secondo la stagione. La valle di Phobjikha accoglie ogni inverno le gru dal collo nero, uccelli considerati sacri il cui arrivo si celebra con un festival e la cui protezione ha condizionato perfino il tracciato delle linee elettriche della valle.
Animale nazionale: Il takin, animale nazionale del Paese
Le fototrappole del Bhutan hanno fotografato tigri oltre i quattromila metri di altitudine, i dati più alti mai registrati per la specie in qualunque parte del mondo. A quella quota condividono il territorio con il leopardo delle nevi, cosa che non accade in nessun altro Paese, e dimostrano che i corridoi biologici che collegano i parchi da nord a sud funzionano davvero come passaggi d'alta quota per la fauna.
Il Paese ha dato valore legale ai corridoi biologici tra i parchi, cosa insolita nel mondo, il che permette di mantenere collegate le popolazioni di grandi mammiferi. La convivenza con leopardi e orsi genera conflitti con l'allevamento, compensati da assicurazioni comunitarie.
Phobjikha tra novembre e febbraio per le gru dal collo nero. Jigme Dorji in primavera per i takin nei pascoli d'alta quota. Manas in inverno per la fauna subtropicale.
115 specie trovate
In base a quello che sappiamo già di Bhutan.