Africa
Il Senegal occupa l'estremità occidentale dell'Africa e riunisce l'aridità saheliana del nord, la savana sudanese del sud-est e le mangrovie e le foreste umide della Casamance, oltre a una costa atlantica arricchita dalla risalita di acque fredde. Il fiume Senegal e il suo delta formano zone umide di importanza mondiale, e il delta del Saloum, con i suoi canali tra mangrovie, isole di conchiglie e banchi di sabbia, unisce biodiversità e una tradizione di pesca millenaria. A sud-est, il parco del Niokolo-Koba protegge savana alberata e foreste a galleria dove sopravvivono le ultime popolazioni senegalesi di leone, elefante e dell'antilope più grande del mondo, l'eland gigante. Baobab, pellicani e fenicotteri fanno parte dell'immaginario naturale del Paese.
Animale nazionale: Il leone africano, presente nello stemma nazionale e simbolo sportivo del Paese
Il parco del Djoudj, nel delta del fiume Senegal, è la prima grande distesa di acqua dolce che milioni di uccelli europei incontrano dopo aver attraversato il Sahara. Per molti è letteralmente il punto in cui finisce il deserto, e vi arrivano stremati dopo diversi giorni di volo ininterrotto. Vi si concentrano anatidi, limicoli e una delle più grandi colonie riproduttive di pellicano comune dell'Africa.
Il Djoudj e il Saloum sono Patrimonio dell'umanità e siti Ramsar di primo piano. Il Niokolo-Koba è stato nella lista del patrimonio in pericolo a causa del bracconaggio e della pressione del pascolo, da cui è uscito dopo un piano di recupero.
Il Djoudj tra novembre e marzo per gli uccelli migratori e i pellicani. Il Saloum tutto l'anno in piroga lungo i canali tra le mangrovie. Il Niokolo-Koba tra febbraio e maggio per i grandi mammiferi.
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In base a quello che sappiamo già di Senegal.