Europa
Monaco è il secondo Stato più piccolo del mondo e praticamente tutto il suo territorio è urbanizzato, perciò il suo patrimonio naturale è essenzialmente marino. Le sue acque fanno parte del Santuario Pelagos, un'area protetta creata nel 1999 insieme a Francia e Italia per la conservazione dei mammiferi marini del Mediterraneo nord-occidentale, dove si concentrano balenottere comuni, capodogli, globicefali e stenelle striate, attirati dalla produttività delle correnti del Mar Ligure. Davanti alla costa, le riserve marine del Larvotto e del Tombant des Spélugues proteggono praterie di Posidonia oceanica, una pianta marina che forma vere e proprie foreste sottomarine, ossigena l'acqua, fissa il sedimento e fa da nursery per pesci e invertebrati. Il Principato ha inoltre un rapporto istituzionale storico con le scienze del mare grazie al suo Museo oceanografico, inaugurato nel 1910.
Animale nazionale: Nessun animale nazionale ufficiale
Una delle scoperte fondanti dell'immunologia nacque a bordo dello yacht del principe Alberto I di Monaco. Studiando il veleno della caravella portoghese raccolta durante le sue campagne oceanografiche, i fisiologi Charles Richet e Paul Portier osservarono che una seconda dose minima poteva uccidere un animale sopravvissuto alla prima. Chiamarono quel fenomeno anafilassi, e la scoperta valse a Richet il premio Nobel nel 1913.
Il Principato finanzia programmi di conservazione marina nel Mediterraneo attraverso la sua fondazione ambientale. La nacchera, il più grande bivalve del Mediterraneo, ha subito una moria di massa dal 2016 a causa di un parassita ed è in pericolo critico.
Uscite di avvistamento nel Santuario Pelagos tra giugno e settembre per balenottera comune e stenella striata. Immersioni al Larvotto per la prateria di posidonia.
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In base a quello che sappiamo già di Monaco.