Oceania
Tuvalu è uno dei Paesi più piccoli e più bassi del mondo: nove atolli e isole coralline che sommano appena ventisei chilometri quadrati di terra e il cui punto più alto non arriva a cinque metri. Non ci sono fiumi, né montagne, né suolo profondo, e l'acqua dolce dipende interamente dalla pioggia. In compenso, la sua zona economica esclusiva supera i novecentomila chilometri quadrati di oceano, e i grandi banchi di tonni che la attraversano sono la sua principale risorsa. La laguna di Funafuti, la più grande del Paese, è protetta in parte della sua estensione e conserva barriere coralline, praterie marine, tartarughe verdi e una comunità di pesci di barriera che si riprende rapidamente dove si applicano divieti di pesca.
Animale nazionale: Nessun animale nazionale ufficiale
Buona parte della sabbia bianca su cui poggia il Paese non deriva da rocce erose ma da organismi viventi. I pesci pappagallo mordono il corallo per nutrirsi delle alghe che lo ricoprono, triturano lo scheletro calcareo con placche dentali situate nella gola e lo espellono trasformato in sabbia finissima. Un solo esemplare grande può produrre diverse centinaia di chili di sabbia all'anno, tanto che le isole sono letteralmente costruite dai pesci e dai gusci di organismi microscopici.
L'innalzamento del livello del mare e la salinizzazione delle falde minacciano l'abitabilità del Paese nel medio termine, e Tuvalu è diventato una delle voci più attive nei negoziati internazionali sul clima. I divieti di pesca tradizionali a rotazione restano la base della gestione della pesca.
La laguna di Funafuti tutto l'anno per barriere coralline e tartarughe. Gli isolotti esterni per gli uccelli marini nidificanti. Le spiagge al calar della sera per granchi del cocco e paguri.
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In base a quello che sappiamo già di Tuvalu.