Europa
Il Portogallo unisce una facciata atlantica di oltre ottocento chilometri a un interno montuoso e a un sud di macchia mediterranea, oltre a due arcipelaghi oceanici che ne moltiplicano il valore naturale. Il nord conserva boschi di querce e betulle nella serra di Peneda-Gerês, dove sopravvivono gli ultimi lupi iberici del Paese insieme al garrano, un cavallo rustico semiselvatico. L'Alentejo contribuisce con il montado, la versione portoghese della dehesa, con la più grande sughereta del mondo. Le zone umide del Tago, del Sado e della Ria Formosa accolgono decine di migliaia di limicoli svernanti. Madeira conserva la laurisilva meglio preservata del pianeta, una foresta relitta del Terziario dichiarata Patrimonio dell'umanità. Le Azzorre, sulla dorsale medio-atlantica, sono uno dei posti migliori dell'emisfero settentrionale per osservare i cetacei: nelle loro acque passa circa un terzo delle specie conosciute di balene e delfini.
Animale nazionale: Il gallo di Barcelos è il simbolo popolare; il cane da acqua portoghese e il lupo iberico fungono da emblemi faunistici
La procellaria di Madeira (Pterodroma madeira), endemica delle vette di Madeira, fu creduta estinta per decenni finché non venne riscoperta nel 1969 su cenge inaccessibili del massiccio centrale. È uno degli uccelli marini più rari d'Europa, con appena qualche decina di coppie nidificanti, e sopravvive grazie al controllo di ratti e gatti inselvatichiti sulle cenge dove nidifica.
La popolazione di lupo iberico a sud del Douro è sull'orlo dell'estinzione funzionale. Negli arcipelaghi, l'eradicazione dei mammiferi introdotti ha permesso di recuperare uccelli marini endemici prossimi alla scomparsa.
Le Azzorre tra aprile e ottobre per i cetacei, con il passaggio di balenottere azzurre e balenottere comuni in primavera. La Ria Formosa e l'estuario del Tago tra ottobre e marzo per gli uccelli acquatici svernanti. Le Berlengas in primavera per le colonie di uccelli marini.
745 specie trovate
In base a quello che sappiamo già di Portogallo.