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  3. Falena delle betulle

Una delle 15 specie del gruppo «Farfalle» su WAnimals

Falena delle betulle (Biston betularia)

Insetti · Lepidoptera · Geometridae

Falena delle betulle

Biston betularia

Non valutata

Non è ancora stata valutata secondo i criteri della IUCN.

Hai notato qualcosa di sbagliato?

Falena dalle ali larghe, con una screziatura «sale e pepe» su fondo biancastro attraversata da sottili linee scure, che la mimetizza alla perfezione sulle cortecce coperte di licheni. Esiste inoltre una forma quasi completamente nera, la varietà carbonaria. Il bruco, allungato come un rametto, imita la corteccia di un albero.

Dimensioni

6 cm in media

Longevità

1 anno

Alimentazione

Erbivoro

Si nutre principalmente di piante.

Attività

Notturno

Attivo soprattutto di notte.

Struttura sociale

Solitario

Vive e caccia da solo e si unisce ad altri solo per riprodursi.

Foresta temperata
46Paesi139parchi

Immagini generate con l'IA: sono illustrazioni, non fotografie.

Curiosità

  • È l'esempio più celebre di selezione naturale osservata su scala umana: il melanismo industriale si è compiuto in circa 50 generazioni. Il primo esemplare scuro fu catturato vicino a Manchester nel 1848 e nel 1898 le forme scure erano già il 95% della popolazione locale.
  • Nel 2016 è stata identificata la mutazione responsabile: un elemento trasponibile inserito in un gene, con uno studio pubblicato su Nature.
  • Oggi la forma scura è in regresso perché l'aria più pulita ha riportato i licheni sui tronchi: la selezione naturale che lavora in senso inverso.
  • È l'esempio di selezione naturale più citato in tutti i libri di testo. Durante la Rivoluzione industriale la fuliggine annerì i tronchi dei boschi inglesi e la forma nera, detta carbonaria, da rarissima divenne dominante nelle zone inquinate, perché gli uccelli la notavano meno.
  • Con le leggi sull'aria pulita del XX secolo il processo si è invertito: i licheni sono tornati, i tronchi si sono schiariti e la forma chiara ha riguadagnato terreno. È evoluzione osservata in tempo reale, nell'arco di un secolo e mezzo.
  • La causa genetica è stata identificata nel 2016: un elemento trasponibile, un frammento di DNA «saltatore», inserito nel primo introne del gene cortex. L'analisi statistica colloca la mutazione intorno al 1819, a Rivoluzione industriale già avviata.
  • Il bruco imita un rametto, e non solo nella forma: assume la postura di un ramo secco e può cambiare colore per adeguarsi alla tonalità di quello su cui si trova.
  • Esiste una terza forma, insularia, con disegni intermedi e geneticamente distinta dalle altre due.

Ciclo vitale e biologia

Tipo di scheletro
Invertebrato - esoscheletro di chitina (insetto)
Habitat e ambiente
Pianure alluvionali, zone umide e boschi misti di latifoglie con i loro margini. Compare anche in terreni agricoli coltivati o abbandonati e perfino in zone residenziali densamente edificate
Dimensioni della cucciolata / covata
Una sola generazione l'anno, molto prolungata. Le femmine depongono grandi quantità di uova e i bruchi appena nati si disperdono tessendo fili di seta con cui si lasciano trasportare dal vento

Fonti consultate: Kettlewell 1955, Heredity 9(3) · Kettlewell 1973, The Evolution of Melanism · Majerus 2008, Evolution: Education and Outreach 2(1) · Van't Hof et al. 2016, Nature 534 · Walton et al. 2018, Communications Biology 1 · Cook 2003

Dove trovarlo

Periodo migliore: Dall'inizio di maggio ad agosto

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Dove osservarla

Parchi e siti d'immersione in cui è stata documentata questa specie: ne vedi 10 su 139.

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